SPACEARTH / THE SATELLITE PHOTOGRAPHY

INAUGURAZIONE 1 APRILE 2017

Il progetto ORIGINE dà vita alla stagione espositiva 2017 de LABottega: “origine” intesa come mutamento, come nuovo stimolo visivo, come base di partenza ma anche come inevitabile epilogo. ORIGINE è infatti osservazione dell’essere umano nell’analisi che egli compie su se stesso, tra capacità creative indiscutibili e inevitabili quanto connaturate dinamiche distruttive. Nella più generale ricerca di un equilibrio difficilmente accessibile, l’intera stagione si concentra sul Tempo – quello dell’uomo e quello del mondo – e sulle regole che lo governano, ponendo l’accento sul rapporto antinomico tra vita e morte, uomo e natura, storia ed eternità.

ORIGINE, capitolo 1
Il primo degli interventi espositivi è la mostra SPACEARTH a cura di Maurizio Marco Tozzi che presenta in anteprima internazionale i risultati interpretativi ottenuti dalla fotografia satellitare nell’ambito di una ricerca di volta in volta biologica, antropologica o astrattiva sulla relazione tra Spazio e Terra, tra Cielo e Materia, attraverso le opere di Jenny Odell, Max Serradifalco, David Thomas Smith, Federico Winer, Stephen Lund e Carloalberto Treccani.
Con SPACEARTH nasce un nuovo movimento culturale per la Terra inteso a sviluppare un inedito concetto di “paesaggio” ed al tempo stesso lanciare un forte monito per la salvaguardia del nostro pianeta, valorizzando le bellezze ambientali, immortalando momenti della nostra epoca, scoprendo particolari conformazioni che solo attraverso il mezzo satellitare è possibile mettere in luce. Dalle immagini speculari di Smith ai collage di Odell, dagli alfabeti di Treccani alle alterazioni cromatiche di Winer, dalle figure realizzate attraverso i bike itinerary di Lund alle apofenie del paesaggio che caratterizzano le opere di Max Serradifalco, gli artisti hanno creato un connubio indissolubile fra Terra, arte e nuovi media che permette di guardare ad un futuro di condivisione e consapevolezza. Osservando queste immagini, scattate in diversi luoghi del mondo, si vive una sorta di telepresenza, quella che Lev Manovich definisce “il mezzo non per creare un nuovo oggetto, ma per accedervi, per allacciare relazioni, per osservare ciò che avviene in un luogo remoto”. SPACEARTH è un viaggio alla riscoperta dei territori più preziosi e talvolta nascosti della Terra che attraverso le opere degli artisti fotografi satellitari possiamo finalmente tornare ad ammirare ed amare. A contorno del progetto saranno esposte anche due videoinstallazioni.
A cura di Maurizio Marco Tozzi
In collaborazione con Seravezza Fotografia 2017
Testo di Maurizio Marco Tozzi

Jenny Odell, Oakland (California), 1986. E’ un’artista digitale che dal 2010 ha concentrato il suo lavoro nel tagliare e riorganizzare immagini satellitari di Google Maps, nel tentativo di evidenziare le specificità del nostro ambiente artificiale. Nel 2016 parte della sua collezione è stata dipinta come un murale sul lato del Google Center a Pryor in Oklahoma. Odell attualmente insegna arte digitale presso la Stanford University.
Max Serradifalco, Palermo (Italia), 1978. E’ noto per il suo particolare talento nel vedere tra le forme della Terra delle vere e proprie opere d’arte della natura. La sua carriera inizia nel 2011 quando la passione per la natura e la sperimentazione lo hanno portato a progettare la “Web Landscape Photography”, attraverso la quale ha viaggiato per quasi tutto il nostro pianeta, alla ricerca di un nuovo modo di osservare e reinterpretare i paesaggi naturali della Terra, senza manipolare l’immagine con altri media digitali. E’ stato il primo fotografo paesaggista ad aver realizzato reportage usando mappe satellitari, attraverso il web. Il suo lavoro è stato selezionato tra i migliori progetti da Adobe per la pubblicazione di “Super-Modified: the Book of Behance Creative Works” (2015).
David Thomas Smith, Dublino (Irlanda), 1988. Laureato presso l’Università del Galles, Newport, dove ha ottenuto un BA Hons in Documentary Photography. Le opere di Smith sono state esposte a livello internazionale e pubblicate in numerose riviste, da Esquire a Wired, e antologie fra cui quella di Robert Shore Post Fotografia.
Federico Winer, Buenos Aires (Argentina), 1973. E’ un artista poliedrico, fotografo, docente presso l’Università di Buenos Aires e produttore, con un background in Scienze Politiche, Filosofia, Architettura e Arti. Il suo lavoro fotografico più famoso ULTRADISTANCIA esplora i confini tra la fotografia di paesaggio, la geografia, l’urbanistica e l’arte digitale. Un riflesso sulle possibilità di viaggio senza movimento che le nuove tecnologie e le immagini satellitari ci permettono.
Stephen Lund, Victoria (Canada), 1965. E’ un artista che non conosce la fatica: “disegna” sulle mappe tramite i tracciati GPS delle sue pedalate. Lund, infatti, durante le sue escursioni usa una delle numerose applicazioni che geolocalizzano i suoi spostamenti e ne tengono traccia e tempi su una mappa (come Garmin e Fitbit). Le linee che danno vita ai suoi enormi disegni le traccia lui stesso, muovendosi nello spazio urbano in bici. L’app ne conserva la traccia digitale. E i soggetti dei suoi capolavori si palesano soltanto a escursione ultimata, quando Lund torna a casa e scarica il percorso effettuato dalle app.
Carloalberto Treccani, Brescia (Italia), 1984. E’ ricercatore presso School of Creative Media, City University of Hong Kong, artista e tecnologo. Vive e lavora ad Hong Kong. Il suo lavoro esplora il sistema del linguaggio, le sue strategie, la sua grammatica e i suoi elementi, con particolare riferimento alle tecnologie contemporanee. Nel 2016 è vincitore di due assegni di ricerca quali l’Hong Kong PhD Fellowship Scheme (fino al 2019) e la Chow Yei Ching School of Graduate Studies Entrance Scholarships.
Maurizio Marco Tozzi è un curatore d’arte contemporanea. Da anni dedica le sue ricerche ai linguaggi audiovisivi e al rapporto fra creatività e nuove tecnologie. E’ laureato in Cinema ed Immagine Elettronica all’Università di Pisa e specializzato in Net Art e Culture Digitali presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Dirige Over The Real – Festival Internazionale di Video Arte, cura esposizioni e partecipa a conferenze in importanti spazi culturali sia pubblici che privati. Fra i suoi saggi: Gianni Melotti, art/tapes/22 video tape production (Giunti Editore 2017), La Videoarte Italiana (Danilo Montanari Editore 2016) e Seamless Interaction with Works of Art in Media Art. Towards a New Definition of Arts in the Age of Technology (Gli Ori 2015).