GABRIELE RIGON / SEDUZIONI

DATA

Testo…

Mostra antologica dedicata al fotografo italiano Pepi Merisio
a cura di Serena Del Soldato e Libero Musetti
Testo di Giorgio Tani

Pepi Merisio è nato a Caravaggio nella bassa bergamasca nel 1931 e comincia a fotografare da autodidatta nel 1947. Progressivamente protagonista del mondo amatoriale degli anni cinquanta, ottiene numerosi e prestigiosi riconoscimenti in Italia e all’estero. Nel 1956 inizia la collaborazione con il Touring Club Italiano e con numerose riviste: Camera, Realité, Photo Maxima, Pirelli, Look, Famiglia Cristiana, Stern, Paris Match e numerose altre.
Nel 1962 passa al professionismo e l’anno seguente entra nello staff di Epoca, allora certamente la più importante rivista d’immagini italiana. L’ambito ideale della poetica di Merisio è, insieme con la grande tradizione contadina e popolare della provincia italiana, anche il variegato mondo cattolico. Nel 1964 pubblica su Epoca il suo grande servizio “Una giornata col Papa”, avviando così un lungo lavoro con Paolo VI. Dello stesso anno è il suo primo libro dedicato all’amico scultore Floriano Bodini.Da questo momento, mentre continua la collaborazione con le grandi riviste internazionali (celebrii tre numeri monografici di Du sul Vaticano, su Siena e sull’Italia cattolica) avvia un’intensa attività editoriale.
Caposaldo, dichiarazione d’intenti e summa preventiva della sua attività di narratore per immagini è l’opera “Terra di Bergamo” in tre volumi, edita nel 1969 per il centenario della Banca Popolare di Bergamo. Da allora ha pubblicato oltre un centinaio di libri fotografici con editori diversi tra i quali Atlantis, Bar Verlag, Conzett e Huber, Orell Fiissli, Zanichelli, Electa, Silvana, Bolis, Editalia, Pubbliepi, Monte dei Paschi, Grafica e Arte, Lyasis e l’ECRA di Roma. Nel 1988 viene nominato dalla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) Maestro della Fotografia Italiana.
Con Mario Luzi ha pubblicato nel 2002 il volume “Mi guarda Siena “ e, nel 2003, per il Centro Studi Valle Imagna, il volume “Per le antiche strade”. Nel 1972 la RAI gli dedica una puntata della trasmissione “Occhio come mestiere” curata da Piero Berengo Gardin. Nel 1979, per la Polaroid, esegue un reportage ora conservato nella Collection Polaroid International di Boston.
Particolarmente significative le numerose mostre allestite in Italia e all’estero. Da ricordare le mostre alla Helmaus di Zurigo per i 50 anni di Atlantis (1980); 158 fotografie al Teatro Sociale di Bergamo (1985) e a Palazzo Barberini a Roma (1986); il Duomo guarda Milano all’Arengario (1986);la Valtellina alla Fiera di Milano (1988).
Nel 1982 è l’Editoriale Fabbri che lo accoglie nella collana Grandi Fotografi; anche “Progresso fotografico” e “Foto Magazin” gli dedicano due numeri monografici.
Professionista di assoluta affidabilità, autore ormai affermato e consacrato, Merisio si identifica perfettamente con i propri temi elettivi: da Bergamo (dove dal 1959 vive con la moglie, due figli e sei nipoti…) egli parte per il mondo riportandovi poi sempre le proprie immagini di solida classicità, compatte ed essenziali in una configurazione che è specchio del suo stile.